martedì 12 novembre 2013

La nostra spesa quotidiana: quasi tutta al 22% di iva






A più di un mese dal fatidico martedì 1° ottobre 2013 facciamo un po' di chiarezza sull#'iva (imposta sul valore aggiunto) di alcuni molti prodotti della GDO (grande distribuzione) che sono al 22%.

In questo mese molti servizi giornalistici hanno messo in risalto che alcuni generi alimentari di prima necessità si salvano dall'aumento, rimanendo al 4%. Peccato però che pochi hanno specificato nel dettaglio quali categorie merceologiche rimangono al 4%, quali al 10% e quante invece passano al 22%.

Abbiamo pensato che un po' di chiarezza in più, per il consumatore, non fa mai male: acqua, caffè, dolci, succhi di frutta, bibite, vino, detersivi, carta igienica, prodotti per gli animali, shampoo, creme, ecc. sono beni che abitualmente compriamo ma che alla fine il consumatore paga con un tasso del 22%.

E' vero che pane, pasta, latte, rimarranno al 4%, però quasi sicuramente sono aumentati inevitabilmente anche loro a causa dei costi relativi ai servizi che ruotono intorno al prodotto, in primis il trasporto. Infatti a distanza di un mese, in alcune catene della GDO (grande distribuzione) si è già verificato un riallineamento dei prezzi. 

Sta di fatto che l'Imposta sul Valore Aggiunto (Iva) al 22% ha colpito il valore aggiunto di ogni fase della produzione e dello scambio di beni e servizi e ha gravato solo e soltanto sul consumatore finale o, meglio, su tutti quei soggetti che non possono esercitare alcun diritto alla detrazione.

Per maggiori informazioni: http://goo.gl/m1ZFEq



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