“Uno studio condotto dalla Kansas State University ha dimostrato
che chi acquista carni di pollame al supermercato viene ripetutamente
esposto al possibile insudiciamento con i succhi di scolo di queste
carni che possono essere potenzialmente contaminati con agenti patogeni
come Salmonella e Campylobacter”. Inizia così un post di Fabrizio De Stefani sul Gruppo di Linkedin Diritto Alimentare e Legislazione Veterinaria.
Questo
significa che i germi possono poi essere direttamente diffusi a
numerosi altri oggetti, compreso il carrello della spesa e gli altri
prodotti alimentari che vi sono contenuti, come pure è possibile
trasmetterli ai figli che accompagnano i genitori a fare la spesa. Dopo
l'acquisto di pollo crudo o tacchino in confezioni di plastica
sigillata, i ricercatori sono stati in grado di trovare tracce di
proteine di pollame derivate da questi succhi carnei, utilizzando dei
test tampone, facendo ritenere probabile che gli eventuali agenti
patogeni presenti in queste carni possano contaminare le superfici
interne dei frigoriferi domestici e il resto della casa se non sono
adottate le necessarie precauzioni igieniche.
E noi di Forward
abbiamo direttamente contatto De Stefani (Direttore Dipartimento
funzionale di Sanità Animale e Sicurezza Alimentare Aulss n.4 del
Veneto) e abbiamo approfondito l’argomento.
“Secondo alcune
indagini condotte dall'EFSA (Autorità per la sicurezza alimentare
europea), quasi tre quarti dei polli in commercio in Europa è
contaminato da Campylobacter, mentre quasi uno su dieci è contaminato da
uno degli oltre duemila sierotipi di Salmonelle conosciute (ma non
tutti patogeni per l’uomo fortunatamente). Non bisogna però cedere alla
paura perché sia Campylobacter che Salmonella sono resi del tutto
innocui con una normale cottura” precisa De Stefani.
Allora quando si parla di pericolo?
Il pericolo si ha piuttosto con le cosiddette “contaminazioni incrociate”
che si realizzano quando la pelle, la carne o i succhi di scolo del
pollo, o del tacchino, vengono a contatto con altri cibi presenti sui
piani di lavoro della cucina o nel frigorifero, oppure quando si usano
le stesse stoviglie per le diverse preparazioni, è necessario prendere
quindi delle precauzioni quando si maneggia il pollo, il tacchino o le
carni avicole anche confezionate, in ambiente domestico. Per evitare
questo pericolo è necessario quindi limitare per quanto possibile i
contatti, confinando la conservazione e la manipolazione del pollame
fresco ad una ristretta area di lavoro e impiegando utensili ad uso
esclusivo di questa lavorazione o che non saranno comunque riutilizzati
per altre preparazioni prima di essere stati accuratamente lavati e
disinfettati (basta un giro in lavastoviglie con della candeggina), ma,
soprattutto, il pollame deve essere manipolato dopo che sono state
preparate tutte le altre pietanze da mangiare crude o che non saranno
sottoposte a cottura.
“Ma talvolta questi accorgimenti non
bastano se non si presta attenzione fin dall’acquisto di questi prodotti
dal banco del supermercato perché sebbene siano comunemente presentati
in confezioni chiuse, molto spesso non sono perfettamente sigillati e il
sangue e le sierosità della carne, potenziali veicoli di microorganismi
responsabili di malattie alimentari, possono fuoriuscire imbrattando la
confezione” precisa De Stefani “La conseguenza sarà la
potenziale contaminazione di tutte le superfici che vengono a contatto
con le confezioni come ad esempio le mani degli acquirenti e di chi
eventualmente li accompagna - bambini compresi – ma allo stesso modo
potranno risultare contaminati anche gli altri articoli riposti nelle
borse e nel carrello della spesa, compresa la frutta e la verdura da
consumare cruda”.
Bisogna poi tener presente che lo
stesso carrello della spesa precedentemente imbrattato potrà essere di
nuovo un veicolo di contaminazione per la spesa di chi lo utilizzerà la
volta dopo.
Naturalmente esistono delle precauzioni… “Le
precauzioni utili da seguire consistono nel riporre il pollo o le
confezioni di un qualsiasi prodotto avicolo crudo in sacchetti di
plastica fin dal loro prelievo dal banco di vendita del supermercato o
dall’acquisto in macelleria, mantenendolo nel proprio imballo originale e
rimuovendo con della carta assorbente le eventuali tracce di sangue o
di altri liquidi, tenendolo ben separato da altri oggetti e alimenti e
conservandolo fino al momento della preparazione in recipiente chiuso o
coperto con un film plastico o di alluminio. Ma la precauzione
principale da ricordare è di lavarsi sempre le mani con il sapone ogni
volta che si manipolano polli e uova con detergenti disinfettanti” conclude De Stefani.
Approfondiamo l'intervista inserendo alcune informazioni sulle malattie alimentari prese dal sito dell'Efsa.
Le
zoonosi sono malattie trasmissibili direttamente o indirettamente tra
animali ed esseri umani, ad esempio tramite il consumo di cibi
contaminati o il contatto con animali infetti. Per prevenire
l’insorgenza delle zoonosi è importante individuare quali animali e
alimenti sono la fonte principale d’infezione. L’EFSA (Autorità europea
per la sicurezza alimentare) e l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione
e il controllo delle malattie) analizzano le informazioni trasmesse
dagli Stati membri sui casi verificatisi nell’uomo e sulla prevalenza di
agenti zoonotici in animali e alimenti, pubblicando annualmente una
relazione congiunta.
Segue schema
Nella
relazione che si basa su dati del 2012 (nel 2015 usciranno i dati 2013)
sono prese in esame alcune malattie zoonotiche sostenute da altrettanti
microrganismi tra i quali si annoverano: la campilobatteriosi, le
salmonellosi, la listeriosi, la brucellosi, la trichinosi, la
toxoplasmosi, la rabbia, la febbre Q le tossinfezioni da Escherichia
coli verocitotossico, la tubercolosi (TBC) provocata dal Mycobacterium
bovis e, per la prima volta, la febbre del Nilo occidentale.
Secondo l'analisi condotta sui dati del 2012 si rileva una diminuzione dei casi di campilobatteriosi che rimane, tuttavia, la più frequente tossinfezione alimentare in Europa,
una riduzione sensibile dei casi di salmonellosi che si conferma per il
settimo anno consecutivo, mentre i casi di listeriosi continuano ad
aumentare da quattro anni a questa parte.
Possiamo così
riassumere che il pollo riveste un 4% per quello che riguarda gli
alimenti responsabili delle tossinfezioni alimentari nel 2012, rispetto a
un 22% dovuto alle uova e al 16% per gli alimenti composti.
Le
zoonosi di maggiore interesse per la salute dei consumatori sono: la
campilobatteriosi, che è stata causa di infezione mortale in 31 casi
nel 2012 (Campylobacter è un batterio che può causare nell’uomo una
malattia denominata campilobatteriosi). Con oltre 190.000 casi segnalati
ogni anno nell’uomo, si tratta della malattia a trasmissione alimentare
più frequentemente riferita nell’Unione europea (UE). Si ritiene
tuttavia che il numero effettivo di casi si aggiri attorno ai nove
milioni l’anno. Mentre, sempre secondo una stima dell’EFSA, la
salmonellosi è stata causa di infezione mortale in 61 casi nel 2012
(Salmonella è un batterio che può provocare negli esseri umani una
malattia chiamata salmonellosi. Ogni anno nell’Unione europea vengono
riferiti oltre 90 000 casi di salmonellosi).


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