mercoledì 13 agosto 2014

Kansas State University: "La contaminazione del pollo parte dal carrello della spesa"

“Uno studio condotto dalla Kansas State University ha dimostrato che chi acquista carni di pollame al supermercato viene ripetutamente esposto al possibile insudiciamento con i succhi di scolo di queste carni che possono essere potenzialmente contaminati con agenti patogeni come Salmonella e Campylobacter”. Inizia così un post di Fabrizio De Stefani sul Gruppo di Linkedin Diritto Alimentare e Legislazione Veterinaria.




Questo significa che i germi possono poi essere direttamente diffusi a numerosi altri oggetti, compreso il carrello della spesa e gli altri prodotti alimentari che vi sono contenuti, come pure è possibile trasmetterli ai figli che accompagnano i genitori a fare la spesa. Dopo l'acquisto di pollo crudo o tacchino in confezioni di plastica sigillata, i ricercatori sono stati in grado di trovare tracce di proteine di pollame derivate da questi succhi carnei, utilizzando dei test tampone, facendo ritenere probabile che gli eventuali agenti patogeni presenti in queste carni possano contaminare le superfici interne dei frigoriferi domestici e il resto della casa se non sono adottate le necessarie precauzioni igieniche.

E noi di Forward abbiamo direttamente contatto De Stefani (Direttore Dipartimento funzionale di Sanità Animale e Sicurezza Alimentare Aulss n.4 del Veneto) e abbiamo approfondito l’argomento.

“Secondo alcune indagini condotte dall'EFSA (Autorità per la sicurezza alimentare europea), quasi tre quarti dei polli in commercio in Europa è contaminato da Campylobacter, mentre quasi uno su dieci è contaminato da uno degli oltre duemila sierotipi di Salmonelle conosciute (ma non tutti patogeni per l’uomo fortunatamente). Non bisogna però cedere alla paura perché sia Campylobacter che Salmonella sono resi del tutto innocui con una normale cottura” precisa De Stefani.
 
Allora quando si parla di pericolo?
Il pericolo si ha piuttosto con le cosiddette “contaminazioni incrociate” che si realizzano quando la pelle, la carne o i succhi di scolo del pollo, o del tacchino, vengono a contatto con altri cibi presenti sui piani di lavoro della cucina o nel frigorifero, oppure quando si usano le stesse stoviglie per le diverse preparazioni, è necessario prendere quindi delle precauzioni quando si maneggia il pollo, il tacchino o le carni avicole anche confezionate, in ambiente domestico. Per evitare questo pericolo è necessario quindi limitare per quanto possibile i contatti, confinando la conservazione e la manipolazione del pollame fresco ad una ristretta area di lavoro e impiegando utensili ad uso esclusivo di questa lavorazione o che non saranno comunque riutilizzati per altre preparazioni prima di essere stati accuratamente lavati e disinfettati (basta un giro in lavastoviglie con della candeggina), ma, soprattutto, il pollame deve essere manipolato dopo che sono state preparate tutte le altre pietanze da mangiare crude o che non saranno sottoposte a cottura.
“Ma talvolta questi accorgimenti non bastano se non si presta attenzione fin dall’acquisto di questi prodotti dal banco del supermercato perché sebbene siano comunemente presentati in confezioni chiuse, molto spesso non sono perfettamente sigillati e il sangue e le sierosità della carne, potenziali veicoli di microorganismi responsabili di malattie alimentari, possono fuoriuscire imbrattando la confezione” precisa De Stefani “La conseguenza sarà la potenziale contaminazione di tutte le superfici che vengono a contatto con le confezioni come ad esempio le mani degli acquirenti e di chi eventualmente li accompagna - bambini compresi – ma allo stesso modo potranno risultare contaminati anche gli altri articoli riposti nelle borse e nel carrello della spesa, compresa la frutta e la verdura da consumare cruda”.
Bisogna poi tener presente che lo stesso carrello della spesa precedentemente imbrattato potrà essere di nuovo un veicolo di contaminazione per la spesa di chi lo utilizzerà la volta dopo.

Naturalmente esistono delle precauzioni… “Le precauzioni utili da seguire consistono nel riporre il pollo o le confezioni di un qualsiasi prodotto avicolo crudo in sacchetti di plastica fin dal loro prelievo dal banco di vendita del supermercato o dall’acquisto in macelleria, mantenendolo nel proprio imballo originale e rimuovendo con della carta assorbente le eventuali tracce di sangue o di altri liquidi, tenendolo ben separato da altri oggetti e alimenti e conservandolo fino al momento della preparazione in recipiente chiuso o coperto con un film plastico o di alluminio. Ma la precauzione principale da ricordare è di lavarsi sempre le mani con il sapone ogni volta che si manipolano polli e uova con detergenti disinfettanti” conclude De Stefani.

Approfondiamo l'intervista inserendo alcune informazioni sulle malattie alimentari prese dal sito dell'Efsa.
Le zoonosi sono malattie trasmissibili direttamente o indirettamente tra animali ed esseri umani, ad esempio tramite il consumo di cibi contaminati o il contatto con animali infetti. Per prevenire l’insorgenza delle zoonosi è importante individuare quali animali e alimenti sono la fonte principale d’infezione. L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) analizzano le informazioni trasmesse dagli Stati membri sui casi verificatisi nell’uomo e sulla prevalenza di agenti zoonotici in animali e alimenti, pubblicando annualmente una relazione congiunta.
Segue schema


Nella relazione che si basa su dati del 2012 (nel 2015 usciranno i dati 2013) sono prese in esame alcune malattie zoonotiche sostenute da altrettanti microrganismi tra i quali si annoverano: la campilobatteriosi, le salmonellosi, la listeriosi, la brucellosi, la trichinosi, la toxoplasmosi, la rabbia, la febbre Q  le tossinfezioni da Escherichia coli verocitotossico, la tubercolosi (TBC) provocata dal Mycobacterium bovis e, per la prima volta, la febbre del Nilo occidentale.

Secondo l'analisi condotta sui dati del 2012 si rileva una diminuzione dei casi di campilobatteriosi che rimane, tuttavia, la più frequente tossinfezione alimentare in Europa, una riduzione sensibile dei casi di salmonellosi che si conferma per il settimo anno consecutivo, mentre i casi di listeriosi continuano ad aumentare da quattro anni a questa parte.

Possiamo così riassumere che il pollo riveste un 4% per quello che riguarda gli alimenti responsabili delle tossinfezioni alimentari nel 2012, rispetto a un 22% dovuto alle uova e al 16% per gli alimenti composti.
Le zoonosi di maggiore interesse per la salute dei consumatori sono: la campilobatteriosi, che è stata causa di infezione mortale in 31 casi nel  2012 (Campylobacter è un batterio che può causare nell’uomo una malattia denominata campilobatteriosi). Con oltre 190.000 casi segnalati ogni anno nell’uomo, si tratta della malattia a trasmissione alimentare più frequentemente riferita nell’Unione europea (UE). Si ritiene tuttavia che il numero effettivo di casi si aggiri attorno ai nove milioni l’anno. Mentre, sempre secondo una stima dell’EFSA, la salmonellosi è stata causa di infezione mortale in 61 casi nel  2012 (Salmonella è un batterio che può provocare negli esseri umani una malattia chiamata salmonellosi. Ogni anno nell’Unione europea vengono riferiti oltre 90 000 casi di salmonellosi).

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